Aziende e marchette, complici giornalisti e testate ?

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Le marchette sono le dita nel naso del giornalista, gli inciuci ne sono il rutto, le scorrettezze tra colleghi ne sono la bestemmia. Ma l’etica professionale è come l’educazione, si impara da giovani. Se qualcuno te la insegna, però. (Stefano Tesi – giornalista). Il fenomeno della “marchetta selvaggia”, oltre a danneggiare la credibilità delle testate, ha prodotto anche altri effetti deleteri. D’altronde la “marchetta” è ormai ben conosciuta come un servizio prezzolato. Vale a dire pagato da un inserzionista. Oppure scritto per accattivarsene uno e indurlo a fare pubblicità sulla testata. Ora, qualcuno dirà, come mai ci stiamo dedicando a questo argomento ? Ebbene ciò proviene dal fatto che esiste il conflitto d’interessi, ma non sempre viene riconosciuto come tale. Vi portiamo un esempio recente; è accaduto ai Mondiali di Ciclismo 2013 ove uno degli atleti di un noto team Fiorentino, si è fatto ritrarre con una divisa sponsorizzata.
Qualcuno dirà, va bhe è allora…bisogna vedere questa situazione in ambito pubblicitario e non di notizia. Allora si capisce che il contesto è ben diverso dal essere ritratti durante una gara ciclistica, oppure in un giro cicloturistico fra amici, infatti qui  si vede che non è un corridore professionista. Ma ammettiamo che possa accadere, cioè la fortuna di essere intervistati dalla emittente tv e, colpo gobbo, ritraggono la maglia ove ci sono gli sponsor (tra questi l’UCI). PERO’…eh già…c’é un però…quell’atleta è un giornalista della carta stampata, settore sport, ed allora si scopre che la sua presenza in TV è identificabile come MARCHETTA!

Scrive il collega Stefano Tesi nel suo blog, proprio sull’argomento Marchette: “Stando così le cose, però, una certezza c’è: nell’era dello sdoganamento della marchetta, finchè ci saranno (e verranno tollerate) uscite come quelle della disinvolta collega de qua, nessun giornalista potrà più lamentarsi se verrà tacciato dal lettore di disonestà intellettuale e nessun lettore potrà più lamentarsi se sulla stampa troverà notizie false, taroccate, camuffate o ingannevoli.”

A questo punto, come scrive Stefano Tesi nel suo blog, sorge spontanea una domanda: a fronte di tanta esplicita ammissione di Marchetta televisiva, l’Ordine di appartenenza riterrà di intervenire o lascerà che il giornalista continui a farsi ritrarre in altri eventi ove non è un partecipante, ma una comparsa ? Ai posteri l’ardua sentenza.

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