B.1.617: Il curioso caso del ceppo mortale doppio mutante

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Quando il ceppo doppio mutante di Covid-19 è stato trovato in California, lo scienziato americano William A Haseltine ha scritto a Forbes: “La variante B.1.617 ha tutte le caratteristiche di un virus molto pericoloso. Se davvero è questa variante a guidare l’aumento esponenziale senza precedenti delle infezioni in India, il potenziale di guai qui negli Stati Uniti è reale e immediato. Dobbiamo fare tutto il possibile per identificarne la diffusione e contenerla “.

L’India ha minimizzato l’impatto del possibile rischio associato a questa variante del coronavirus, affermando che il numero di tali mutazioni è ancora molto piccolo e non può essere generalizzato come la ragione principale dietro l’ondata di Covid nel paese. Il Centro ha anche aggiunto che erano necessari ulteriori studi prima di giungere a una conclusione.

La variante indiana provoca molte domande. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha affermato di non sapere ancora se il tasso di mortalità più elevato sia dovuto a una variante più aggressiva, alla situazione del sistema sanitario indiano dovuta all’esplosione dei casi, o ad entrambi.

Questa variante, scientificamente nota come B.1.617, è stata rilevata in più di 1.200 sequenze genomiche in “almeno 17 paesi”, ha annunciato l’OMS, che ha citato ad esempio il Regno Unito, gli Stati Uniti e Singapore. Anche Belgio, Svizzera, Grecia e Italia hanno annunciato la loro presenza nei giorni scorsi.

Parlando a CNN-News18, il dottor Rakesh K Mishra, direttore del CSIR-Center for Cellular and Molecular Biology, Hyderabad, una delle principali organizzazioni di ricerca del governo indiano nelle aree di frontiera della biologia moderna, ha ulteriormente confermato la posizione assunta dal Centro.

Secondo lui, il fattore principale responsabile della seconda ondata è l’atteggiamento del pubblico poiché le persone per lo più non seguono comportamenti appropriati per Covid come indossare maschere o mantenere le distanze sociali.

D’altra parte numerosi scienziati e virologi intervistati ritengono che l’India, la nazione di 1,3 miliardi di persone, la seconda più popolosa del pianeta dopo la Cina, ha da sempre registrato un gran numero di malattie infettive anche nel passato e, quindi, hanno bisogno di dati adeguati prima di giungere a una conclusione.

Ora nei soliti media si legge le consuete apoteosi apocalittiche e se qualcuno prova a fare una anlisi più realistica, state certi che arriverà fanta news dicendo che ci sono i gomblottisti del covid, ma ripetiamo il solito mantra dall’anno scorso, scritto e detto anche dagli stessi virologi, ovvero:

Secondo i testi di virologia e microbiologia i virus presentano le seguenti caratteristiche, che sono incompatibili con la vita:

1) I virus non possiedono metabolismo. Non possono elaborare il cibo o il nutrimento e dunque non possiedono strumenti per formare energia. Sono solo un contenitore, o schema di informazioni, come lo sono i genomi.

2) I virus non possiedono alcun tipo di capacità di movimento. Non hanno un sistema nervoso, né un apparato sensorio, né un’intelligenza che possa in qualche modo coordinare movimenti o “invasioni del corpo” di qualsiasi natura.

3) I virus non possono replicarsi: essi dipenderebbero interamente dalla “riproduzione obbligata”, vale a dire la riproduzione attraverso un organismo ospite, cosa assolutamente inaudita in ogni altro campo della biologia.

I “virus vivi” sono sempre morti: il termine “virus vivo” indica semplicemente quei virus creati dalla coltura di tessuti viventi in vitro (cioè in laboratorio), dai quali si possono ottenere trilioni di virus. Ma proprio qui sta il punto: anche se alcune colture da laboratorio vengono tenute vive, nel corso del processo si verifica un massiccio ricambio cellulare ed è dalle cellule morenti che vengono ottenuti i “virus”. Essi sono comunque morti o inattivi: non sono altro che molecole di DNA e proteine. Poiché i “virus” non sono vivi, essi non possono agire in nessuno dei modi che vengono loro attribuiti dalle autorità mediche.

Pertanto la cosiddetta evoluzione di diverse varianti genomiche di virus o mutanti, secondo chi legge è un fenomeno naturale? E’ vero od è falsa la variante di coronavirus B.1.617, identificata per la prima volta in India il 5 ottobre 2020?

Il direttore del CCMB, il dottor Mishra, ha detto che non sono preoccupati per un’altra mutazione nella variante B.1.617, aggiungendo che usare nomi impropri come mutante doppio o triplo è davvero grottesco.

Nel contempo l’India e molti altri paesi forniscono dati sul sequenziamento del genoma a GISAID. Il Regno Unito ha finora fornito genomi da 3,75 lakh, seguito dagli Stati Uniti con genomi da 3,02 lakh, dalla Germania con circa 63.000 genomi e dalla Danimarca con oltre 50.000 genomi.

I batteri, micobatteri, funghi ecc che popolano il nostro corpo sono utilizzati dal cervello(mente subconscia che sovrintende a tutti i processi di guarigione(anche qui leggasi malattia)) per le operazioni chirurgiche di madre natura, demoliscono e ricostruiscono i tessuti a richiesta del cervello in relazione alle percezioni dell’individuo.

In relazione al tessuto interessato(endoderma, mesoderma o ectoderma) vengono inviati la specialità di microbi più utili per demolire(ridurre) o ricostruire(aumentare) le dimensioni di un tessuto o organo interessato da un conflitto biologico(leggere stress per semplificare) al fine di consentire il superamento del conflitto-pericolo. (https://compressamente.blogspot.com/2017/04/vaccini-e-5lb-quello-che-non-ci-hanno.html)

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