Bioeconomia sostenibile potrebbe trasformare industria europea

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Gli esperti del servizio scientifico interno della Commissione europea, il Centro comune di ricerca (JRC), hanno costruito quattro scenari alternativi su come la bioeconomia dell’UE potrebbe contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici stabiliti nell’accordo di Parigi.

La bioeconomia comprende tutti i settori economici e industriali che dipendono da risorse biologiche rinnovabili. Attualmente genera il 4,7% del PIL dell’UE e impiega l’8,9% della sua forza lavoro.

La relazione sulla previsione fa parte di una più ampia iniziativa della Commissione per integrare strategie lungimiranti nel processo decisionale dell’UE. L’anno scorso la Commissione ha pubblicato una relazione di previsione strategica che delinea il potenziale dell’Europa di trasformare la propria industria e agricoltura, proteggendo nel contempo l’ambiente.

Un team di sei esperti principali ha attinto all’intelligence di oltre 50 specialisti, provenienti da tutta la politica, la società civile, l’industria e il mondo accademico, per definire quattro possibili scenari per la bioeconomia dell’UE nel 2050.

Già nel 2018, l’UE ha presentato la sua strategia per la bioeconomia per stimolare gli investimenti e sviluppare un’economia circolare e più sostenibile per l’Europa. Più recentemente, il CCR con l’aiuto della direzione della ricerca e dell’innovazione della Commissione ha creato una rete di esperti di ricerca per contribuire a un centro di conoscenza per la bioeconomia con analisi lungimiranti.

I cinque scenari descrivono direzioni plausibili per la bioeconomia nel 2050:

Scenario “Fallo per noi”: un insieme coerente di politiche è progettato e implementato per promuovere un cambiamento radicale nei sistemi di fornitura, ma la società si oppone a modificare significativi i modelli di consumo. In questo scenario, l’obiettivo di Parigi di un aumento di 1,5 ° C delle temperature globali entro il 2010 è quasi raggiunto.

Scenario “Fallo insieme”: sia il sistema politico che la società sono allineati per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica e le imprese sono in grado di adattarsi più rapidamente. In questo scenario, l’obiettivo dell’accordo di Parigi è raggiunto.

Scenario “Fai da soli”: i consumatori cambiano i loro atteggiamenti e comportamenti all’indomani di una serie di crisi climatiche, ma i responsabili politici non sono in grado di attuare politiche climatiche significative. In questo scenario, l’obiettivo di Parigi viene mancato e le temperature globali aumenterebbero di 2,5 ° C entro la fine del prossimo secolo.

Scenario “Fai ciò che è inevitabile”: gli stili di vita non cambiano in modo significativo e il sistema politico non è in grado di attuare politiche proattive, limitandosi ad adottare misure in risposta alle crisi. In questo scenario, l’obiettivo di Parigi è chiaramente mancato.

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