Cambia il logo della CIA, ma sono polemiche

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Il primo gennaio la Central Intelligence Agency americana, la CIA, ha annunciato l’adozione di un nuovo logotipo inteso a sostenere i suoi sforzi per diventare più “inclusiva”, allargando maggiormente il reclutamento verso le minoranze razziali.

Negli ultimi tempi l’agenzia era stata presa di mira per la presenza relativamente scarsa di persone di colore nei suoi ranghi alti, dove i “non-bianchi” ammontavano a solo il 10,8% nel 2015, l’ultimo anno per cui il dato è disponibile.

Con la reticenza che gli è propria, la CIA ha poi rifiutato di identificare l’autore del progetto grafico. Quando però Ryder Ripps – un artista che ha lavorato con Marc Jacobs, Kanye West e Grimes – è sembrato assumersene la responsabilità con un “post” su Instagram, un portavoce dell’ente spionistico ha replicato stizzito che “questo individuo non ha avuto nulla a che fare con il nostro re-design”…

Chiunque ne sia l’autore, il progetto (sopra) è stato subito inondato di critiche e paragonato alla copertina di un disco o a un poster per un festival di musica elettronica.

Da allora il nuovo logo è scomparso dalla pagina “carriere” del sito dell’agenzia, dove invece è riapparso – in versione ridotta e monocromatica – quello tradizionale – uno scudo sormontato dalla testa di un’aquila americana.

Il vecchio disegno, molto convenzionale, è solitamente riprodotto nelle più allegre tonalità di rosso, bianco, giallo e blu.

James Hansen

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