Firenze, Arte dei Corazzai e Spadai

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Erano iscritti in questa Corporazione i fabbricanti di oggetti in metallo di uso militare, sia pratico che di rappresentanza: armature, spade, ecc. A Firenze, il generico titolo di “Corazzaio” veniva utilizzato per indicare professionisti dalle svariate abilità: forgiatori, brunitori, costruttori di lamine e piastre metalliche di base, tanto quanto gli artigiani specializzati nella produzione delle diverse parti dell’armatura a piastre: l’elmo, le protezioni per gli arti (v. bracciale e gambale), le giunture articolari (cubitiera e ginocchiello).

Nell’Arte rientravano poi anche gli artigiani “collaterali” ai Corazzai: i Carbonai che fornivano la materia prima per azionare le fucine ed i Pittori che decoravano le corazze. Parimenti, erano iscritti, a prezzo ridotto, anche discepoli e garzoni, cui era proibito esercitare la professione in proprio: erano iscritti alla Corporazione versando un prezzo ridotto.

L’operato dei corazzai era rigorosamente controllato dalle autorità cittadine. Lo spessore dell’acciaio era stato stabilito da precisa normativa legale ed era fatto obbligo di rivestire l’interno delle piestre del miglior cuoio onde salvaguardare la comodità dell’utente. Quello della guerra, nel XIV secolo, era anzitutto un buon affare, per le ricche città-stato della penisola italiana, sempre in lotta tra loro. Non stupisce quindi che alle spalle dei corazzai ci fossero ricche famiglie di mercanti fiorentini, quali i Bardi, gli Acciaiuoli ed i Peruzzi.

Dal 1534, l’Arte dei Corazzai e Spadai si unì con quelle di Fabbri, Chiavaioli e Maestri di Pietra e Legname nell’Università dei Fabbricanti per far fronte al calo demografico di quel periodo, provocato dalla peste.

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