Gran Bretagna, Inflazione ai massimi in 10 anni

Reading Time: 2 minutes read

La Bank of England (BoE) potrebbe presto alzare i tassi d’interesse in Gran Bretagna. I prezzi nel Regno Unito sono infatti saliti e l’inflazione ha raggiunto il suo livello più alto da dieci anni a questa parte.

Di Vasso Ioannidou, Professoressa di Finanza alla Bayes Business School:

“Il rialzo dei tassi d’interesse della Banca d’Inghilterra è inevitabile mentre l’inflazione raggiunge il livello più alto in Gran Bretagna da un decennio a questa parte. Tassi d’interesse più elevati permetteranno di ridurre la domanda di beni e controlleranno i prezzi.

Questa settimana l’indice dei prezzi al consumo è salito dal 3,1% al 4,2%, poiché l’impatto dell’aumento dei prezzi di energia, carburante e generi alimentari ha pesato sulla spesa. Questo aumento sta arrivando prima del previsto e l’inflazione è stimata in media al 4% nei prossimi dodici mesi.

Sulla base degli ultimi dati, il tasso d’inflazione del 4,2% è il doppio di quello previsto nelle proiezioni della Banca d’Inghilterra. È probabile che l’inflazione aumenti ulteriormente nei prossimi mesi, facendo immaginare quindi che la Banca d’Inghilterra aumenterà i tassi di interesse molto rapidamente.

L’aumento dell’inflazione implica una perdita di potere d’acquisto, poiché i consumatori possono permettersi meno beni o servizi con la stessa quantità di denaro. La perdita del valore reale del reddito disponibile, attualmente stimata intorno al 7%, combinata con gli aumenti della tassazione, è significativa.

L’attuale aumento è dovuto in gran parte all’aumento dei costi del carburante e a un aumento a due cifre dei prezzi dell’energia. Questo colpisce maggiormente le famiglie a basso reddito, poiché le spese di trasporto e di riscaldamento rappresentano generalmente una porzione maggiore del loro budget.

Rispetto a un anno fa, i prezzi del gas in Gran Bretagna sono aumentati di quasi il 30%, l’elettricità di quasi il 19%, la benzina di oltre il 22,5% e i prezzi degli alimenti di quasi l’1,5%.

La mancanza di offerta dovuta alla carenza di manodopera ha avuto anche un impatto sull’inflazione. Questa situazione è peggiorata dopo l’iniziale aumento della domanda durante la pandemia e i produttori hanno ora difficoltà a prevedere se la domanda di certi prodotti tenderà ad aumentare o a diminuire.

Mentre l’inflazione può avere un impatto negativo sui portafogli dei consumatori, porterà ad una minore domanda dei consumatori e a una riduzione del livello d’indebitamento delle famiglie e delle imprese dopo un lungo periodo di bassi tassi di interesse.

Qualsiasi aumento dei tassi d’interesse contribuirà a ridurre la domanda e a controllare il livello generale dei prezzi. Ci sono, naturalmente, preoccupazioni perché le imprese e le famiglie sono fortemente indebitate dopo un lungo periodo di bassi tassi di interesse.

Un aumento solleva anche preoccupazioni per un calo del valore delle azioni. I tassi d’interesse molto bassi dell’ultimo decennio hanno contribuito ad alimentare i continui rally del mercato azionario, mentre forti aumenti in futuro potrebbero portare a un arresto improvviso e persino a una correzione del mercato. Questa è una preoccupazione sia per gli investitori individuali che per quelli istituzionali, che hanno investimenti significativi nei mercati azionari”.

Contatto stampa
Giulia Gandolfi, PPOOL media – communications

Condividi nei social

PMCOMUNICAZIONE

Il PMComunicazione è un supplemento alla Emmegi la cui testata giornalistica ha iniziato nel 1986 su carta, poi registrata in tribunale nel 1990; mentre su Internet esistente dal 1994, ma dal 1996 è un’Agenzia di Stampa Internazionale. Reg. trib. Fi nr. 4592 del 12/6/96. Il logo/marchio di PMComunicazione è  coperto dal diritto d’autore.

L’Editore EMMEGI, per questo sito web e altri gestiti, si esula da qualsiasi ed ogni controversia che possa derivare dalla pubblicazione dei contenuti (testi, immagini, foto, ecc.), inesattezze e omissioni. Per ogni e qualsiasi controversia inerente ai contenuti di questo sito web fa fede il Foro di Firenze. Per contatti redazionali, emmegipress[@]#gmail.com

[ARCHIVIO NOTIZE PUBBLICATE]

Sei un giornalista?

Iscriviti nella pagina del social Facebook, per dialogare con oltre 1500 colleghi italiani. Se, invece, sei iscritto a Linkedin, aderisci al: Reporters Freelance.