Istituto Piccole sorelle dei poveri…Chi sono, cosa fanno

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Il nome originario era ‘Sorelle degli anziani poveri’, voluto fin dall’inizio dell’opera (1839) dalla fondatrice, Jeanne Jugan.

Le Piccole sorelle dei poveri (in francese Petites sœurs des pauvres) sono un istituto religioso femminile di diritto pontificio: le suore di questa congregazione pospongono al loro nome la sigla P.S.D.P. La sede generalizia è a Saint-Pern.

La fraternità, dedita all’assistenza degli anziani poveri e degli infermi, il 29 agosto 1842 venne affiliata all’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio e venne approvata dal vescovo di Rennes il 29 maggio 1852.

L’istituto ricevette il pontificio decreto di lode il 9 luglio 1854 e le sue costituzioni vennero approvate definitivamente dalla Santa Sede il 1º marzo 1879.

La fondatrice, in religione madre Maria della Croce, è stata beatificata nel 1982 da papa Giovanni Paolo IIe proclamata santa da papa Benedetto XVI l’11 ottobre 2009.

Sono nate per accogliere gli anziani soli e poveri. Cosa vuol dire «povero»? Non avere troppi soldi. Un esempio pratico ? Se una persona anziana possiede uno o due appartamenti non verrà ammesso, perché può impegnare i suoi averi e goderseli.

In pratica, vi ricordate cosa disse Gesù a Pilato in Gv 18,36: «Il mio Regno non è di questo mondo». Ebbene, chi è povero vive nella condizione che in questo mondo è di passaggio, quindi anela ad andare dove non c’è denaro che compri l’affetto, l’amore, la salute, il cibo, ecc.

Nel contempo gli anziani che hanno una pensione la donano all’istituto, tranne il 10% resta a ciascuno per le piccole spese personali; purtroppo la pensione non basta per la gestione di una casa grande con tante persone che vivono all’interno, come se fossero a casa loro e non in uno ospizio.

Quindi è necessario andar fuori, ovvero rimboccarsi le maniche e fare la questua. Ma quant’è grande questa congregazione dove sono dislocati gli istituti ?

Ci sono oltre 3mila sorelle sparse in 5 continenti ed hanno un’unico obiettivo: assistere gli anziani e in particolare quelli poveri.

Il senso della loro opera si appoggia sulla Provvidenza, nella quale credono e della quale vivono.

Credete sia semplice chiedere la questua ? Ebbene si narra che:”Un giorno la fondatrice della congregazione uscì a chiedere l’elemosina e un signore le diede uno schiaffo, ma lei senza scomporsi rispose: “Signore, questo schiaffo è per me. Ora, la prego, mi dia qualcosa per i poveri”.

Chi sono gli anziani che sono ammessi? Quelli autosufficienti che restano fino alla morte, per cui se diventano non autosufficienti vengono assistiti secondo le necessità. L’autosufficienza è importante perché aiuta l’anziano ad inserirsi nella comunità stessa.

La valorizzazione dell’anziano è un’obiettivo importante, affinché continua a sentirsi utile, quindi chi da giovane svolgeva un’attività artigianale potrà adoperarsi nel fare ciò che necessita per la comunità, come il falegname o il calzolaio o l’imbianchino, o altro, ecc.

Lo scopo principale consiste nel fatto che gli anziani hanno un’occupazione per sentirsi utili ed evitare di rinchiudersi in se stessi, passando tanto tempo davanti alla televisione.

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Fonti varie compreso wikipedia per la storia della congregazione.

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