La festa di San Valentino è considerata eteronormativo?

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San Valentino, come direbbero i cinici, è una festa commerciale a tutti gli effetti e spesso la domanda è perchè proprio oggi? Tra tutti i giorni dell’anno, perchè i regali e le cene romantiche, a prezzi maggiorati, devono essere regalati il 14 Febbraio?

Quella data celebra la festa degli innamorati. Una festa, fin troppo eteronormata. Il San Valentino andrebbe festeggiato se si ha voglia di farlo e il regalo andrebbe fatto se hai qualcosa da regalare spontaneamente.

I giorni sono tinti di rosso e cuoricini sul calendario sempre quindi sorprendenti ed autentici, in qualsiasi momento e non solo a San Valentino, perché non sono prevedibili.

Le mie amiche femministe hanno creato un intero vocabolario di neologismi verso l’universo maschile e/o eterosessuale.

Infatti per loro le storie d’amore — biglietti e regali, fiori e cioccolatini, etc. — è “sessista” ed è “eteronormativo”.

Il loro concetto di femminismo considera l’uomo come completamente inutile, malvagio ed un oppressore. Anche in Italia le associazioni femministe si moltiplicano ogni anno. La gran parte di coloro ne fanno parte sono lesbiche, altre divorziate o separate, quindi molto motivate nel sottolineare quella classica frase italiana ‘Maschio represso….”.

“Noi identifichiamo l’uomo come la causa della nostra oppressione”, dichiarò Shulamith Firestone e le sue compagne del collettivo femminista Redstockings nel 1969. “Tutti gli uomini beneficiano economicamente, sessualmente e psicologicamente dalla supremazia maschile. Tutti gli uomini hanno oppresso le donne”. Disse la Firestone.

La professoressa Jenkins, docente di filosofia alla University of British Columbia, è un difensore e praticante del poliamore. In un suo libro scrive:”Pensare che una donna possa volere un principe azzurro, è sessista”.

Alla fine degli anni 70’, un collettivo lesbico in Inghilterra chiamato Leeds Revolutionary Feminist Group dichiarò “le femministe serie non possono che abbandonare l’eterosessualità”.

Qualcuno si starà chiedendo cosa c’entra la festa di San Valentino con il femminismo. Presto detto. La domanda che vi dovete porre è: “Il giorno di San Valentino è femminista?”

L’attivista femminista lesbica Lea Rose Emery ha detto: “Come persona coinvolta in una relazione omosessuale, è difficile pensare come la mia ragazza ed io potremmo festeggiare San Valentino in modo anti-femminista”.

Sul sito femminista Refinery 29, la femminista Suzannah Weiss ha condannato le pubblicità per San Valentino, essendo “visibilmente eteronormative”, ma su Teen Vogue, Brittany McNamara ha elogiato le nuove pubblicità di Hallmark con coppie gay che “rendono festività tipicamente eteronormative molto più inclusive”.

Se un uomo parla a una donna, qualunque cosa dica è denunciato dalle femministe di “manplaining”.

Qualsiasi uomo che tenti di iniziare una relazione romantica con una donna è colpevole di “molestia”. Qualsiasi prospettiva di attività sessuale è “cultura dello stupro”.

Il libro del 1995 di Robert “Raewyn” Connell, Masculinities , è il testo fondante di una disciplina accademica chiamata “studi sulla mascolinità” che fa parte del progetto femminista di abolire le differenze maschio / femmina.

La professoressa Judith Butler ha ben chiara la situazione. L’obiettivo del femminismo è raggiungere l’uguaglianza attraverso l’androginia, sradicando mascolinità e femminilità in modo che uomini e donne diventino esattamente identici.

Alina N.

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