Glass of red wine in the cellar

La geografia mondiale del vino, dati 2018

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L’evoluzione del settore vitivinicolo a livello mondiale, europeo e italiano, secondo una indagine statistiche di alcuni enti, affermano che, nel 2018, l’andamento economico è sufficiente, rispetto agli anni passati. La geografia mondiale del vino è profondamente cambiata, negli ultimi 10 anni a partire dall’anno scorso; per esempio, l’Unione Europea ha ridotto il suo peso sul totale commercio dal 70% al 57%, mentre il continente asiatico ha guadagnato 13 punti percentuali, attestandosi oggi al 20%.

La Cina da sola conta oggi per il 10% sul totale degli scambi mondiali di vino confezionato, a 3 punti dagli Usa, ed è un mercato sui cui si è accesa una fortissima competizione: basti pensare che tra i primi 11 Paesi produttori di vino, ben 7 hanno Pechino tra le prime 5 destinazioni, mentre solo 10 anni fa erano solo un paio.

Il consumo di vino nel mondo registra 286 milioni di ettolitri su un totale alcolici di 2,5 miliardi (11%). Il primo Paese per consumi di rosso è la Cina (17 milioni di ettolitri), mentre la palma del bianco va agli Usa (13 milioni di ettolitri). Il primo Paese per consumi di spumanti è la Germania (3 milioni di ettolitri).

Il valore delle importazioni di vino nel mondo si attesta in 35,4 miliardi di dollari (2017), di cui il 71% di vini fermi e il 18% di spumanti.

Il primo esportatore a valore di spumanti rimane la Francia (3,5 miliardi di dollari). A ruota l’Italia con i tassi di crescita più alti negli ultimi 15 anni: +13%

la quota dei consumatori di vino sul totale popolazione. 53% (28,6 milioni di persone)
Consumatori quotidiani. 13,3 milioni contro 15,3 di saltuari. La spesa annua in vino delle famiglie italiane è di 4 miliardi di euro.

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