La globalizzazione avrà una fisionomia molto diversa con il Covid-19

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Siamo ancora nella fase iniziale del processo di trasformazione in seguito al quale la digitalizzazione, i robot, l’intelligenza artificiale, l’Internet delle cose e la stampa 3D rivoluzioneranno il nostro modo di produrre, lavorare, spostarci e consumare. Praticamente tutti i settori subiranno cambiamenti con il Covid-19:

► trasporti (auto senza conducente e connesse, droni, car-sharing ecc.),
► energia (reti intelligenti, energia rinnovabile, generazione distribuita ecc.),
► industria agroalimentare (pratiche agricole rispettose del clima, applicazioni per ridurre gli sprechi alimentari ecc.),
► telecomunicazioni (reti più potenti, realtà virtuale, spazio di lavoro virtuale ecc.),
► distribuzione (aumento dell’importanza del commercio elettronico),
► servizi finanziari (banche e assicurazioni virtuali, crowdfunding ecc.),
► produzione in fabbrica (automazione),
► sanità (diagnosi online, maggiore mobilità transfrontaliera degli operatori sanitari ecc.).

Con l’automazione i costi del lavoro diventano un fattore meno rilevante al momento di decidere dove localizzare la produzione. Questo effettivamente contribuisce a riportare in Europa una parte dell’attività manifatturiera, come osservato dallo European Reshoring Monitor.

Nel 2016 un noto fabbricante di calzature sportive tedesco ha rilocalizzato la produzione in
Germania di un modello specifico in una fabbrica completamente robotizzata. L’impresa intende aprire in futuro altre «speed factories» di questo genere in Europa o negli Stati Uniti. Scompariranno però le mansioni semplici e ripetitive che possono essere automatizzate?

I posti di lavoro che saranno creati e riportati in Europa saranno diversi da quelli delocalizzati anni fa. La sfida per l’Europa sarà innovare nelle tecnologie strategiche e aiutare i lavoratori ad acquisire le giuste competenze per evitare l’accentuarsi del divario nel mercato occupazionale.

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