Nuovo decreto: super green pass

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È di questi giorni la notizia di un nuovo decreto, con lo scopo della creazione di un super green pass. Il provvedimento, in corso di realizzazione, potrebbe entrare in vigore già dalla settimana prossima, ma ancora non si sa se sarà applicato sulla base del colore delle regioni.

Cosa comporterà il nuovo decreto?

Il nuovo decreto, in studio in questi giorni, avrà come scopro primario quello di consentire solo ai vaccinati e alle persone guarite da covid-19 di ottenere quello che è stato denominato dai media “super green pass”. Quest’ultimo servirà per prendere parte alla vita sociale, ricreativa e culturale. Si ipotizza che possa entrare in vigore già la prossima settimana tra lunedì 29 novembre e il primo di dicembre. La data massima trapelata finora riguarda il 6 dicembre.

Ma non è tutto, pare che lo Stato italiano stia spingendo anche per un obbligo vaccinale che non vede accordi all’unanimità, per forze dell’ordine, corpo docenti e personale sanitario. Ma si tratta ancora di temi in corso di discussione e che molto probabilmente non andranno ad integrarsi nel decreto in uscita tra pochi giorni. La scelta pare infatti possa essere rimandata a un decreto successivo, che tratterà anche della possibilità di somministrare il vaccino ai bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni. Un decreto varabile solo dopo una risposta affermativa da parte dell’Aida e che non poterà comunque un obbligo vaccinale per questa fascia d’età.

Il decreto in poche parole

Sembra tutto pronto per la dichiarazione finale del decreto, che verrà illustrato da Mario Draghi in aula in queste ore. Il decreto è stato pensato, ed è in corso di attuazione, proprio per evitare ulteriori chiusure ad attività e aziende durante le festività natalizie. Attività che hanno a lungo sofferto durante le prime chiusure e che non potrebbero reggere ulteriori restrizioni. Su questo piano sta lavorando l’Italia, così come tanti altri Stati europei che in queste ore stanno decidendo di escludere dalla vita sociale, ricreativa e culturale tutte quelle persone che hanno scelto volontariamente di non immunizzarsi.

Questa decisione, anche se presa dai singoli Stati europei e attuata in maniera differente in ogni Paese è causata da una rapida e preoccupante risalita della curva epidemiologica, soprattutto al nord Europa. Questo perché senza una mossa definita verso l’immunizzazione provocherebbe ulteriori limitazioni. Per questo la decisione presa da molti Stati è quella di imporre dei divieti e delle limitazioni unicamente ai no vax.

In Italia la decisione finale riguarda la modalità di applicazione del decreto, da decidere se sarà da applicare in tutto il Paese uniformemente, o solo a partire dalla fascia di rischio gialla. Quest’ultimo punto è ancora in discussione e vede presidenti di Regione schierati in posizione opposte.

Fedriga, Fontana e Zaia chiedono l’applicazione solo ad un peggioramento e un conseguente cambio colore della regione, mentre gli altri presidenti ritengono sia opportuno applicarlo a tutta Italia. La decisione finale spetterà a Draghi, che per ora sembra preferire una gradualità, rispetto ad un’uniformità d’applicazione.

Tampone e divieti

Il tampone, con la messa in atto del super green pass, avrà un’azione più limitata. Sarà ancora necessario per i non immunizzati per andare a lavorare, ma non basterà per cinema, sale da gioco, discoteche, bar, ristoranti, impianti sciistici, stadi, palazzetti sportivi, alberghi etc.

Infatti, il decreto intende imporre limitazioni solo ai non vaccinati. In questo modo, per esempio, mangiare al ristorante non sarà più possibile. L’unica soluzione potrà essere quella di ordinare da asporto attraverso applicazioni come Just Eat o Glovo. Al cinema si dovrà preferire le piattaforme di streaming. Alle sale da gioco i portali di gioco digitale come Casinos.it che offrono bonus gratuiti a tutti i nuovi giocatori grazie a una squadra di esperti che ogni giorno scandaglia il web alla ricerca delle migliori offerte di casinò online certificati, legali e sicuri.

Ci sarà un obbligo vaccinale?

È da tempo che a Palazzo Chigi si sta discutendo della questione assai delicata di imporre un obbligo vaccinale generalizzato. Ma i ministri si muovono con i piedi di piombo; infatti, le ragioni giuridiche sono da tenere in considerazione e sono tanti i costituzionalisti che presentano dei dubbi sulla questione. Si tratterebbe, per ora, di una misura estrema che impatterebbe pesantemente sul mondo del lavoro e sui lavoratori stessi, diventando difficile se non impossibile da gestire.

Per il momento una circolare del Ministro della Salute Speranza ha accorciato la validità della seconda dose a 5 mesi anziché 6, dando a chi vuole la possibilità di anticipare il richiamo. Si parla anche di eliminare il richiamo per fasce d’età per renderlo aperto a tutti. Il discorso non verrà affrontato in questo decreto; che conterrà invece l’obbligo della terza dose per sanitari, lavoratori delle Rsa e l’obbligo vaccinale per le forze dell’ordine.

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