Paul Gascoigne: ascesa e caduta di un genio del calcio

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George Best, Diego Armando Maradona, Omar Sivori, Eric Cantona, la storia del calcio è davvero ricca di personaggi che hanno fatto la storia di questo sport facendo emozionare generazioni di tifosi e che hanno fatto parlare di sé per la loro vita folle e sregolata e per il loro carattere al di sopra delle righe.

Uno dei “Joker” nel pallone più celebri della storia è forse Paul Gascoigne, il talentuoso centrocampista di Gateshead, città industriale di 78.000 abitanti affacciata sul fiume Tyne nella contea di Tyne and Wear (Nord-Est dell’Inghilterra) ad un tiro di schioppo dalla più celebre Newcastle che si colloca geograficamente dall’altro lato del fiume.

Dopo il genio e la sregolatezza di Gascoigne, tanti giocatori han fatto parlare di sé, dalle “cassanate” del genio di Bari Vecchia Antonio Cassano fino agli ultimi exploit di un altro giocatore come Mario Balotelli, spesso finito sui rotocalchi settimanali per la lunga lista di “balotellate” tanto da renderlo famoso sia dentro che fuori il campo da gioco. Tuttavia nonostante la patina del tempo il mito di Gazza non accenna a perdere appeal e resta in qualche maniera un esempio per questi geni maledetti del calcio. Fu nelle file del Newcastle United F.C. che Gascoigne crebbe calcisticamente approdando in prima squadra nel 1985. Con i magpies, Gazza collezionò 104 presenze impreziosite da 25 reti, un dato che rimarcò la sua propensione offensiva e la sua attitudine al gol.

Il Tottenham si aggiudicò il suo cartellino nella stagione 1988-89 e con gli Spurs il talento di Gateshead raggiunse forse il momento più alto della sua carriera trascinando fino alle semifinali d’Italia ’90 la nazionale inglese e vincendo con il club londinese una FA Cup accumulando 112 presenze e 33 reti.

Nel frattempo gli osservatori della Lazio della gestione di Sergio Cragnotti lo vollero portare a Roma nonostante il brutto infortunio al ginocchio sinistro rimediato proprio nella finale di FA Cup giocata contro il Nottingham Forest.

Fu così che nel 1992-1993, dopo una stagione lontana dai campi, Gazza approdò a Roma. Con i tifosi laziali fu amore a prima vista e il centrocampista inglese fece capire subito di che pasta era fatto quando, durante la presentazione con il club capitolino di fronte ai giornalisti, elogiò le misure del seno della figlia del presidente Cragnotti.

A Roma per le sue bravate fece impazzire diversi allenatori come Dino Zoff quando, ad esempio, si presentò completamente nudo ad una riunione con staff tecnico e squadra o come quando chiuse in uno sgabuzzino del centro sportivo di Formello il giardiniere che soffriva di claustrofobia.

Guasconate che contribuirono ad incrementare il mito della calata romana di questo fantasista del Tynside che all’Olimpico si guadagnò gloria imperitura fra i biancoceleste quando, il 29 novembre del 1992, segnò un bellissimo gol di testa contro la Roma andando ad esultare sotto la curva Nord. Un’apoteosi che il pubblico di fede laziale non potrà mai dimenticare proprio quando i tifosi della Roma avevano da poco intonato cori poco amichevoli nei suoi confronti.

Nella stagione 1995-96 passa ai Rangers e qui Gazza trascorre 3 stagioni vincendo due campionati e una Scottish cup.

Agli Europei del 1996 è protagonista di una memorabile prestazione con la sua Inghilterra contro la Scozia quando segnò un magnifico gol ai gironi inventando un’esultanza di protesta contro i giornalisti (si fece versare dai compagni di squadra una borraccia d’acqua in bocca facendo riferimento a quelli l’avevano massacrato sui tabloid per aver alzato il gomito con alcuni compagni di squadra durante il ritiro con la Nazionale).

A 31 anni passò al Middlesbrough con il quale giocò tre stagioni dal 1997 al 2000 anno in cui passò all’Everton con il quale giocò invece due stagioni fino 2002. In questi due club Gazza iniziò il suo declino fisico falcidiato dai problemi alle articolazioni delle gambe e dall’eccessiva frenesia mondana che diventò quasi insostenibile soprattutto negli ultimi anni quando passò dal Burnley in Inghilterra al Gansu Tianma in Cina per terminare la sua carriera al Boston Utd negli States (i maligni all’epoca dissero che Gazza avesse scelto questo club perché la città è notoriamente ricca di pub).

A fine carriera Gazza ha continuato a far parlare di sé per diversi problemi con la legge e, dopo mesi di calma apparente, qualche giornale annuncia regolarmente l’ennesima bravata. La sua vita sregolata lo ha portato a dilapidare quasi completamente il suo patrimonio guadagnato in carriera, tanto che nel 2010 si è dovuto rivolgere al sindacato dei calciatori per chiedere aiuto economico.

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