Produzione proteine ​​animali senza pascoli

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La prima fabbrica in grado di produrre carne da laboratorio senza l’utilizzo di siero fetale, cellule staminali o qualsiasi altro materiale geneticamente modificato. Nonostante sembri uscito da un libro di fantascienza, il metodo è già stato testato in altri laboratori e ora ha una scala industriale, con la capacità di produrre fino a 500 chili di prodotti coltivati ​​in cellule al giorno. L’azienda garantisce che, operando in questo modo, sarà in grado di produrre cinquemila hamburger al giorno.

Sarà possibile confrontare la carne a cui siamo abituati e questa nuova versione da laboratorio? Per quanto riguarda il sapore, l’azienda garantisce che non ci sono praticamente differenze.

Per l’ambiente, il cambiamento sarà enorme. L’industria della carne è attualmente uno dei maggiori produttori di gas che causano l’effetto serra, oltre a conseguenze indirette come la deforestazione degli alberi per l’allevamento del bestiame e l’uso eccessivo di acqua durante tutto il processo. La questione fondamentale, però, non è quella ambientale, ma quella economica: sempre più persone acquistano prodotti animali e la domanda ha superato l’offerta, soprattutto grazie ai consumi in mercati come Cina, India e Stati Uniti. Molto popolati, questi paesi non hanno mai mangiato così tante bistecche e hamburger come oggi, e la tendenza è in aumento.

I dati dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) prevedono che il consumo globale di carne dovrebbe aumentare dell’1% solo nel 2021. Tenendo conto che la produzione totale di bovini, caprini, suini e pollame è di 350 milioni di tonnellate, l’aumento sarà di 3,5 milioni di tonnellate. Questa realtà sarà sempre meno praticabile considerando il modo in cui questi animali vengono allevati oggi. Per la nutrizionista Adriana Stravo il trend delle carni fatte in laboratorio dovrebbe crescere ed è destinato a durare. Secondo lei, però, ciò non dovrebbe ridurre la frazione della dieta occupata oggi dalla carne tradizionale.

Ci sono due modi per produrre carne in laboratorio: con il siero fetale, geneticamente modificato, e il prelievo indolore di cellule da una mucca viva, per esempio. Gli scienziati nutrono le cellule per moltiplicarsi e creare tessuto muscolare, il componente principale della carne che mangiamo. La nuova tecnica genera tessuto biologicamente uguale a quello della carne di un animale.

La differenza di sapore e consistenza dipenderà dalla qualità e dall’esperienza del laboratorio, poiché questo dipende anche dalla qualità della vita dell’animale. Attualmente, la società “Future Meats Technology” produce pollo, maiale e agnello, con l’intenzione di includere il manzo nella fase successiva.

La differenza con l’azienda israeliana, che ha già in programma di aprire filiali in Europa e negli Stati Uniti, è nel modo in cui è riuscita a tagliare i costi e aumentare la velocità di produzione: per questo è stata protagonista nel settore e ha attirato investitori in tutto il mondo. Secondo il suo fondatore e direttore scientifico, il professor Yaakov Nahmias, l’obiettivo è rendere la carne economicamente accessibile a tutti.

Il mercato dei prodotti di origine vegetale, ad esempio, è cresciuto ed è ora enorme. È possibile trovare, nelle grandi catene di supermercati, oltre alla tradizionale carne di soia, hamburger di funghi, fagioli e zucca, ad esempio. È interessante notare che la maggior parte di questi “consumatori di verdure” non sono vegetariani o vegani, scelgono semplicemente di mettere nel piatto una proteina diversa.

La carne da laboratorio sarà un’opzione popolare? “Dico sempre ai miei pazienti che è bene ridurre il consumo di carne rossa e adottare nuove opzioni, anche solo un giorno alla settimana. I benefici per la salute sono immensi”, afferma Adriana. Il prodotto realizzato in laboratorio avrà meno grassi e sarà praticamente privo di batteri o contaminazioni. Il successo di questa impresa, però, dipenderà dalla novità che cadrà nel gusto del consumatore.

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