[Storie Vissute] Quotare il dono e Giudicare lo affetto a San Valentino

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La leggenda anglosassone di questo santo racconta che Valentino, vescovo d’Interamna, benedicesse con gioia le unioni tra i ragazzi ed ogni unione, da lui celebrata, diventava piena di gioia e di amore.

La storia di Valentino possiede la Forza e la Bellezza della Verità e dell’Universalità, oltrepassa i fini dei suoi promotori, sfugge ai disegni propagandistici del nuovo impero, spingendo a seguire il proprio cuore con trasporto e fermezza, al di sopra di ogni legge umana. Questa storia fa dell’Amore l’unica vera legge (1).

Quanto sopra per introdurci in una nuova storia con due protagonisti (Lui/Lei). Questa volta parleremo di ‘quotare’ e ‘giudicare’, in un ambito ben preciso: il dono e l’affetto.

L’enciclopedia trecani dice:” donare v. tr. e intr. [lat. dōnare, der. di donum «dono»] (io dóno, ecc.). – 1. tr. a. Dare ad altri liberamente e senza compenso”.

Una famosa frase di Madre Teresa è questa:”Non è importante quanto doniamo, ma quanto amore mettiamo nel dare”.

L’AFFETTO è un sentimento di tenerezza e bene, di attaccamento che lega due o più persone.

A questo punto qualche curioso si domanderà come mai scrivere quanto sopra, ebbene per prima cosa vi domandiamo se avete mai quotato il regalo che vi hanno regalato…ma non in una festa qualsiasi o qualsivoglia occasione sporadica, bensì a San Valentino. Si avete letto bene.

Allora…cosa accade quando uno dei due innamorati quota il regalo dell’altro giudicando l’affetto di quel dono, grande o piccolo, un insulto alla propria persona?

Per la precisione il commento di uno dei due partner fu il seguente (in sintesi) “Io non valgo più di quel che tu mi hai regalato, quando ti vanti di guadagnare più di me?”.

San Valentino è la festa degli innamorati, quindi, ricco o povero, chiunque quel giorno riconferma l’affetto e l’amore verso l’altro, ed il dono secondo voi va quotato come oggetto piuttosto come segno di affetto qualunque cosa ricevete, anche un semplice fiore raccolto dal campo?

Chi dice che quel gli avete donato non vale molto per lui/lei perché siete ricchi, allora gli dovete regalare un oggetto molto più costoso piuttosto che un semplice fiore raccolto dal campo ?

Se nel passato avete ampiamente ricevuto doni che vi piacevano, anche a San Valentino, avete il diritto nel lamentarvi se ricevete, ad esempio, un paio di calzini scendiletto con scritto ti amo?

A voi interessa il dono o l’affetto di quella persona?

E’ opportuno soppesare lo status economico di chi dona?

Abbiamo il diritto di rinfacciare il dono ricevuto dando di tirchio al nostro partner?

«Ama il prossimo tuo come te stesso», dice una frase, cioé per amare davvero gli altri, prima di tutto dobbiamo amare noi stessi. Quindi se quotiamo un dono nel giorno di San Valentino, vuol dire che siamo ipocriti con noi stessi in quanto non è vero che stiamo accanto ad una persona per amore, ma per interesse.

Infatti, come possiamo donare ciò che non possediamo? Se non abbiamo amore per noi come possiamo averne anche per il nostro prossimo? Inoltre se noi non troviamo almeno un motivo valido per amarci, perché mai dovrebbero trovarlo gli altri?

Quindi, chiunque è il protagonista che si è permesso di ‘quotare’ quel dono affettivo a San Valentino ha scambiato l’amore per interesse egoistico?

Ma non solo. Mentre uno dei due protagonisti si è prodigato nel cercare un bigliettino, come se fosse una pergamena preziosa, ringraziando il partner e, quindi confermando l’affetto, egli non ha ricevuto in cambio nulla di simile, ma il partner ha sottolineato che il biglietto era più importante del dono affettivo. E qui potremmo dire, complimenti…ma poi…scivoli sulla buccia di banana…

A voi le risposte, ricordando che colui giudica il suo prossimo dice più di se stesso di quanto non dica dell’altra persona ed inoltre, se voi siete in una relazione sana il vostro partner non deve giudicare il vostro affetto dal dono, chiunque siete: ricchi, tirchi, poveri, benestanti, perché se lo farà sta calpestando la vostra dignità ed i sinceri sentimenti.

Il rispetto e la tolleranza dimostrano chi avete accanto e se non merita comprensione, in una festa come San Valentino, lasciatelo al suo destino…poiché chi di spada ferisce…di spada perisce!

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Si ringrazia le fonti:
https://misteri.esoterya.com/san-valentino-festa-miti-leggende/30616/
https://www.cronacheesoteriche.com/CronacheEsoteriche/festeSValentino.jsp

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Note aggiuntive storiche

(1) La decapitazione fu fatta eseguire il 14 di febbraio perché la commemorazione del Santo potesse, ben sostituire, le celebrazioni dei Lupercali quando l’antico popolo romano festeggiava i Lupercalia, festa dedicata al dio Fauno Luperco e Giunone.

Tuttavia dal IV secolo a. C. nella festa fu introdotto un rito della fertilità, retaggio del culto della Dea Madre professato dagli Oschi, un antico popolo italico, proveniente dalle valli del Volturno e del Sangro e che fu poi inglobato nella leggenda di Romolo e Remo.

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