Tre riflessioni su argomenti fondamentali per il CEO/Presidente BMW Italia

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In chiusura d’anno, vorrei proporre:

La sostenibilità,
La visione della mobilità del futuro,
Il nostro programma di responsabilità sociale d’impresa SpecialMente.

Partiamo dal primo punto. La sostenibilità.

Come BMW Group poniamo la sostenibilità e l’efficienza delle risorse al centro della strategia. Stiamo costruendo il nostro futuro su fondamenta solide: il processo è partito 50 anni fa.

Mi piace sempre ricordare tre date:

nel 1973 abbiamo creato l’ufficio di protezione ambientale a Monaco,
nel 2001 abbiamo pubblicato il primo rapporto di sostenibilità del Gruppo e
dall’anno prossimo integreremo questo rapporto nel bilancio dell’azienda per maggiore trasparenza e autorevolezza.
Siamo fermamente convinti che la lotta ai cambiamenti climatici e il modo in cui utilizziamo le risorse decideranno il futuro sia della società che del nostro Gruppo.

Grazie a questo approccio, nelle scorse settimane ci siamo aggiudicati il primo posto nella categoria “Automobiles” della classifica dei Dow Jones Sustainability Index World and Europe, guadagnando 80 punti su 100 possibili.

Questi risultati riflettono il lavoro fatto negli ultimi anni. Ad esempio, attraverso la nostra rete di produzione internazionale, abbiamo ridotto il consumo di energia per veicolo prodotto del 40% e le emissioni di CO2 di circa il 70% dal 2006.

Tutti i nostri siti di produzione utilizzano elettricità proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili. Abbiamo anche ridotto le emissioni di CO2 dei nuovi veicoli venduti in Europa di circa il 42% tra il 1995 e il 2019.

Ed ora ci apprestiamo a compiere il passo successivo nella lotta al cambiamento climatico, attraverso una gestione responsabile delle risorse.

Infatti, nello scorso mese di luglio abbiamo presentato la nuova direzione strategica per la sostenibilità con obiettivi chiari per la riduzione di CO2 fino al 2030.

Per la prima volta, questi obiettivi si estendono all’intero ciclo di vita del prodotto: dalla catena di approvvigionamento, alla produzione fino alla fine del periodo di utilizzo.

Vogliamo ridurre le emissioni di CO2 per veicolo di almeno un terzo nell’intero ciclo di vita. Per una flotta di oltre 2,5 milioni di veicoli, come quella prodotta dal BMW Group nel 2019, ciò corrisponderebbe ad una riduzione di oltre 40 milioni di tonnellate di CO2.

Ridurremo anche le emissioni di CO2 per veicolo derivanti dalla nostra supply chain del 20% rispetto ai livelli del 2019. L’impronta ecologica di un fornitore sarà il criterio decisionale fondamentale nei processi di aggiudicazione degli appalti. Siamo il primo produttore di automobili a stabilire obiettivi concreti in questo senso per i fornitori.

Noi siamo fermamente impegnati a rispettare l’Accordo sul Clima di Parigi e questi nuovi parametri che abbiamo fissato ci mettono nelle condizioni di puntare a traguardi più ambiziosi rispetto alla riduzione di CO2 prevista dal protocollo parigino di 2 gradi.

[Fine seconda parte]

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