Un grano di pazzia in amore, ma non di logica

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Amare per tutti noi vuol dire di sicuro uscire da un mondo di sicurezze per abbracciare l’incertezza e farla propria. Uno stato di meraviglioso precariato di complessa gestione. L’amore può essere considerato un sentimento ingovernabile di per sé poiché ha a che fare con la perdita di controllo “emozionale”.

“Voi mi dite: “La vita è difficile da sopportare”. Ma a che scopo avreste allora al mattino il vostro orgoglio e alla sera la vostra rassegnazione?

Che cosa abbiamo in comune con il bocciolo di rosa che trema perché gli è caduta addosso una goccia di rugiada? È vero: amiamo la vita, non perché siamo abituati a vivere, ma perché siamo abituati ad amare. C’è sempre un grano di pazzia nell’amore.

D’altra parte c’è sempre anche un po’ di ragione nella follia. E anch’io che voglio bene alla vita penso che le farfalle e le bolle di sapone, e tutto ciò che v’è fra gli uomini di simili ad esse, sappiano più degli altri ciò che sia la felicità. Veder svolazzare queste piccole anime così leggere, così graziose, agili, folli, ecco ciò che seduce Zarathustra fino a farlo versar lagrime e comporre canzoni.

Io potrei soltanto credere a un Dio che sapesse danzare. Ho imparato a camminare: da quel giorno mi piace correre. Ho imparato a volare: da allora non voglio più essere spinto per muovermi dal mio posto. Ora sono leggero, ora volo, ora vedo me stesso sotto di me, ora un dio danza attraverso di me.”

F. Nietzsche – Così Parlò Zarathustra

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