L’Editore EMMEGI contro la frode pubblicitaria delle false webADV

La frode pubblicitaria è il termine categoriale comprensivo di tutte le forme di frode pubblicitaria online. Nel 2004 il CFO di Google, George Reyes, ha affermato che la frode è la più grande minaccia per l’economia di internet con il primo documento di ricerca che tratta l’argomento nel 1999 o prima. Nel 2016 la World Federation of Advertisers ha pubblicato le sue prime linee guida sulla frode pubblicitaria, per consigliare i suoi membri su come contrastare il problema presumibilmente mangiando vicino a US $ 20 miliardi dei suoi membri iscritti ai budget nel 2015.

Esistono diverse forme di frode pubblicitaria, da aziende fraudolente che assumono persone con il compito di cliccare continuamente sui banner presenti nel sito web, ai bot cioé software che sembrano umani reali, ma non lo sono affatto. Poi esistono anche i resellers ovvero aziende e web adv che rivendono, senza autorizzazione dagli editori, le inventory.

Uno studio evidence-based di Sourced Traffic ha rilevato, nel 2016, che circa il 50% del traffico acquisito proveniva dagli indirizzi IP del data center ed i fornitori di verifica delle frodi pubblicitarie selezionati, erano Integral Ad Science.

A questo proposito l’editore EMMEGI ha deciso di non inserire banner pubblicitari con link esterni, ma soltanto quelli che indirizzano a contenuti interni come i redazionali.

L’Editore EMMEGI, su Internet dal 1994, ha contribuito nel corso degli anni alla indagine di traffico illecito pubblicitario su Internet, contro Tracker, Web Bug, Pixel e Web Beacon.

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