La gravel Adlar della Wilier Una aquila che solca i terreni piuttosto che il cielo

La bici gravel ormai è diventato un must per diversi ciclisti che la stanno quasi sostituendo alle road o alle MTB, se pur ancora c’è una fetta ampia di coloro prediligono le discipline sportive in modo specifico e poco mixato. Nel contempo per le aziende è un nuovo business sul quale investire tant’é che stanno sfornando modelli di vario tipo, ma la domanda è: sono tutte delle gravel vere oppure aggiustate prendendo in prestito i telai da cross e della MTB?

La azienda italiana Wilier ha introdotto sul mercato varie bici tendenti allo stile gravel, parliamo di Rave Slr, Jena, Jaroon e Jareen con telai in carbonio, acciaio e alluminio. Ognuna destinata a segmenti vari, dalla competizione al giro turistico, anche se alla bilancia non sono un peso piuma.

La versione Adlar il cui nome in -tedesco- significa Aquila (…), ma a noi viene d’istinto di pensare all’Ade, è costruita appositamente per l’avventura, il bikepacking e la guida su lunghe distanze.

Al recente giro grinduro c’è chi, fra i colleghi di nostra conoscenza, ha avuto la possibilità di provarla e, ovviamente escluso i consueti marchettari in cui le aziende spesso fanno affidamento per avere poi recensioni non sempre reali e, quindi, poco affidabili lato consumatore, il resto di quelli che abbiamo interpellato si sono allineati a descrivere i veri pregi ed i difetti.

Partiamo dal telaio che è in fibra di carbonio, rinforzato e quindi pesante soprattutto in specifici punti del telaio, questo per consentire un carico aggiuntivo di massimo 35 kg con un telaio che pesa a nudo sui 1100 gr (dato fornito da Wilier). Da notare che la portata massima di trasporto di Adlar è minore di altre gravel con o senza rack post/ant.

La geometria dell’Adlar deriva da quella di una mountain bike. Ciò significa che ha una portata piuttosto lunga, abbinata a uno stelo corto e un angolo di sterzo di 70 gradi che, per le MTB si traduce in una migliore maneggevolezza su percorsi più tecnici (sentieri bosco, tanto per intenderci), ma quanti vanno nel bosco con una gravel quando una MTB è a suo agio ?

Ed a proposito del telaio della bici, questo è ovviamente di grandi dimensioni con un reach di 422 mm, uno stack di 610 mm e un angolo del tubo sella di 73,5 gradi.

Sullo stelo destro della forcella è presente un foro per il passaggio del cavo di un eventuale mozzo a dinamo (genialata tutta italiana ?).

Il reggisella è da 27,2 mm , ma può essere sostituito con un sistema telescopico ed il passaggio dei cavi è completamente interno, per ogni singolo cavo: Croce e delizia dei meccanici, ma anche di coloro svolgono il fai da te.

I Portapacchi, anteriore e posteriore, dovrebbero scaricare il peso delle borse sui perni passanti che attraversano telaio e forcella. Questo è quanto dice Wilier, ma andrà testato su un bel viaggio turistico per averne una propria opinione tecnica.

Nel telaio, come avrete modo di vedere dalle foto, ci sono ulteriori punti di fissaggio; fra questi quelli davanti, sotto al telaio, ecc.

Gli allestimenti prevedono esclusivamente trasmissioni monocorona e ciò ha permesso di liberare il tubo verticale dall’attacco del deragliatore. In questa zona le forme sono state schiacciate per ricreare una sorta di piccolo parafango integrato. Assomiglia quasi alla Cannondale Synapse vecchio modello.

Il passaggio ruota consente l’utilizzo di gomme gravel fino a 52 mm di sezione oppure di pneumatici da mtb da 29×2.00″. Il kit di accessori da bikepacking è completato dai parafanghi (acquistabili a parte) e un set di 4 borse ad aggancio rapido prodotte in collaborazione con un’azienda del settore.

Arriviamo alla prova della bici. Partiamo dal manubrio che ricorda un pò quello della Specialized Diverge con la scampanatura più aperta delle pieghe, in stile americano. Questo tipo di flate bar, a nostro avviso, probabilmente verrà sostituito da chi svolgerà viaggi cicloturistici e meno corsaioli in gare specificatamente gravel.

Il telaio è uno slooping o slope, che dir si voglia. I telai inclinati, cioé gli slope, sono più piccoli rispetto a quelli tradizionali con il tubo parallelo alla strada, tanto per intendersi; infatti gli slope hanno misure stabilite dal Fabbricante che li classifica in taglie, usando la stessa simbologia in uso nell’abbigliamento: S (Small), M (Medium). L (Large) ecc. La classificazione delle misure dei telai slope in taglie e non più secondo la lunghezza del piantone, in uso nei telai tradizionali, é una scelta obbligata.

Il telaio della Adler è stato progettato per ospitare una forcella con foderi particolarmente lunghi, configurazione che servirebbe per l’installazione di un ammortizzatore (escursione max di 40 mm compatibile con serie sterzo conica da 1″ 1/4 – 1″1/2); questo vuol dire che la Wilier vorrebbe fare concorrenza alla Cannondale con il modello Topstone Lefty Oliver?

Il telaio monoscocca in carbonio, è unidirezionale e a fibre incrociate a 45° per le parti strutturali, mentre le fibre sono UD, 1k, 3k o 12k (in ordine decrescente di “pregio”) per lo strato di finitura estetica. Quello della Adlar è unidirezionale.

I telai, di consueto, vengono utilizzati con un modulo basso, standard ed intermedio. I tessuti a modulo elevato vengono impiegati come rinforzi nelle zone che necessitano di rigidezza elevata (attacco forcella-tubo di sterzo, scatola del movimento centrale, attacco superiore del triangolo e attacco reggisella).

Il rinforzo riguarda anche le zone di giunzione con altre tipologie di materiali e che spesso necessitano di fori, quali deragliatore anteriore o portaborraccia, in ordine decrescente di densità di trama e, dunque di costo e di peso per unità di lunghezza.

Nel settore delle biciclette vengono utilizzati quasi esclusivamente prepreg, ovvero fogli di tessuto pre-impregnati dal produttore del tessuto con le varie quantità di resina a seconda delle qualità volute, aggiungendo più o meno colla…e da ciò si comprende il motivo della leggerezza di un telaio. Per queste informazioni tecniche ringraziamo CyclingON.

Alla guida sull’estremo tecnico, quindi più lento, si ha la netta sensazione che l’avantreno ampio rende più laboriosa la conduzione di questa gravel. C’è da farci un pò di pratica. Di certo è che alcuni ciclisti, forse abituati a salire/scendere da bici di vario tipo, road-mtb-gravel, avranno probabilmente riscontrato che il loro corpo fisicamente si adatta con più difficoltà per qualche km e con qualche conseguenza di dolori articolari.

La bici testata in montava i copertoni Pirelli Cinturato Gravel H da 50 che, secondo noi, sono piuttosto esagerati in quanto le versioni da 700 dovrebbero montare un giusto compromesso tra scorrevolezza e comfort. La prova dei copertoni Pirelli Cinturato Gravel è in fase di elaborazione.

La trasmissione montata sulla nostra Adler è quella standard, cioè 40 anteriore e 45 posteriore. Cosa dire in proposito ? Ci sono scuole di pensiero, da recente, che preferiscono la doppia, probabilmente perché usano la bici road, mentre chi è già abituato al monocorona con la MTB non la toglierebbe per una doppia. Comunque la scelta è nel ciò che si fa e dove si va.

Infine: La gravel Adler, è disponibile in cinque taglie e allestimenti con opzioni Shimano GRX 1×11 e 1X12, nonché gruppi SRAM Rival XPLR AXS. I prezzi partono da € 3.700 sino a € 5.400.

I prezzi sopra indicati sono ancora fuori linea (sempre nostra opinione) rispetto al prima della pandemia ed al dopo cioè attualmente con guerra , riscaldamento globale, container fermi in mezzo ai canali, ecc.

La versione diciamo base della Adler ha montati un mix di materiali ad iniziare dal gruppo Shimano GRX 1×11 che, ormai, è datato rispetto ai nuovi usciti. Quel gruppo si trova dai 600/800 Euro. In questo caso hanno installato freni GRX400, leve e guarnitura GRX 600, cambio GRX 812…

Alla fine il costo totale dell’intera bici Wilier -base GRX- arriva a 3.700 Euro ed è, secondo noi, forse un pò sproporzionato rispetto al vero valore dei componenti montati. Si, certo, ci sono le maestranze, questo e quello, ma sul mercato si trovano gravel a buon prezzo anche nell’usato.

Se quindi si cerca di essere competitivi…lanciando un prodotto che va in concorrenza con marchi come ad esempio Cannondale, Specialized ed altri, cioè aziende che investono da anni anche nel gravel catturando l’interesse dei bikers, la Gravel Adler GRX 1×11 doveva costare, opinione nostra, più o meno sui 2500 Euro.

D’altronde, prendendo come esempio di confronto una Cannondale Topstone Carbon Apex, basta aggiungere 300 euro in più (di listino costa quasi 4000,00 Euro, salvo ultim’ora) ed abbiamo il wireless ed il 12 velocità. Mentre con quasi 5000,00 Euro si può comprare, sempre dello stesso marchio, una Topstone con la lefty.

I colori al momento sono tre: giallo lime, grigio nebbia e nero notte abbinati a colori delle forcelle molto particolari probabilmente adatti ad un pubblico più straniero che a quello italiano, ma de gustibus…se pensiamo ad altri marchi si salvano in pochi sulle colorazioni dei telai e le forcelle; poi se uno vuole ripitturare la forcella rosa o viola, gialla o nera, è ovvio che si perde la garanzia.

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