1 Febbraio 2020

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La libertà di stampa costa

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I progetti editoriali indipendenti necessitano di risorse economiche proprie poiché non ricevono alcuna forma di finanziamento pubblico, salvo il contrario. Per questo motivo c’è chi, fra gli editori propone forme di contributo di sostegno, secondo il DL 50 del 27/4/17 – Art. 57 bis, comma 1 che concerne gli: INCENTIVI PER INVESTIMENTI PUBBLICITARI. La nuova normativa dice che:

Dall’anno 2018 esistono contributi a fondo perduto sotto forma di Credito d’imposta sull’aumento degli investimenti in pubblicità, rispetto all’anno precedente; questi investimenti sono delle campagne pubblicitarie su stampa quotidiana e periodica e su emittenti televisive e radio locali, analogiche e digitali e vi possono prendere parte imprese e lavoratori autonomi.

Il contributo concesso è nella misura del 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione dell’anno precedente (elevato al 90% per micro, piccole e medie imprese e start-up innovative). L’investimento deve essere superiore all’1% del valore dell’investimento dell’anno precedente.

Come avviene questo investimento? Secondo il Credito d’Imposta utilizzabile esclusivamente a compensazione (tramite modello F24 in sede di pagamento periodico di ogni forma di tassazione), previa istanza diretta del DPCM (Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri).

Ed il Web? Agevolate le testate giornalistiche on-line: ‘investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali’