Vaccino Covid-Sars2, industria aeronautica in esame

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Il trasporto aereo di questi farmaci salvavita sarà uno dei compiti più difficili da svolgere.
La produzione del vaccino anti-coronavirus dovrebbe iniziare entro la fine di quest’anno e raggiungere il suo picco nel secondo trimestre del 2021. Gli aeroporti devono iniziare a valutare come potrebbero far parte di questo enorme sforzo di logistica.

Secondo Linus Bauer, consulente dell’industria aeronautica e Visiting Lecturer presso la City University of London, quando si parla di pandemia, lo sviluppo di un vaccino è solo metà del problema. La sfida più grande sarà infatti la distribuzione di 16 miliardi di dosi di vaccino su una scala inimmaginabile – equivalente a 8.000 voli Boeing 747 all-cargo.

L’aviazione avrà un ruolo importante in questa sfida globale: si prevede che questo sarà il più grande trasporto aereo di una singola merce di sempre, secondo l’International Air Transport Association (IATA).

Oltre la metà delle dosi globali di vaccino saranno probabilmente trasportate per via aerea (grazie alle caratteristiche di rapidità e affidabilità proprie al trasporto aereo). La pandemia ha causato interruzioni nella catena di distribuzione farmaceutica globale a causa delle difficoltà di capacità di trasporto aereo dovute al blocco e alla cancellazione dei voli passeggeri.

Fortunatamente, alcune organizzazioni si stanno già attivando per assicurarsi che vengano presi i migliori accordi logistici possibili prima della certificazione del vaccino e della spedizione che avverrà in seguito. Tuttavia, il trasporto aereo dei vaccini anti-coronavirus rimane una sfida enorme.

Punto 1: la sicurezza

Le operazioni di sicurezza globale devono prevedere infrastrutture atte a garantire la sicurezza negli aeroporti come recinzioni, accessi limitati alle zone farmaceutiche e monitoraggio 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, tramite telecamere di videosorveglianza e sistemi di allarme anti-intrusione.

Punto 2: la conservazione

Oltre alla sicurezza, i requisiti di temperatura per il trasporto del vaccino sono di fondamentale importanza. Secondo il World Food Programme, la supply chain del settore farmaceutico ha esperienza nel trasporto di vaccini nell’intervallo dai 2 agli 8°C, tuttavia, le dosi di vaccino anti-coronavirus richiederanno un livello di raffreddamento più elevato per far sì che vengano preservati durante il trasporto e l’immagazzinamento: – 80 gradi.

Sempre secondo il WFP, ci sarebbero 12 strutture potenzialmente adatte: Amsterdam, Barcellona, Bruxelles, Città del Capo, Copenaghen, Francoforte, Johannesburg, Londra, Madrid, Miami, New York JFK e Parigi CDG. Sarebbero in grado, ad esempio, di monitorare diverse temperature in tempo reale, gestire spedizioni e allarmi di escursione così come il tracciamento dei container a temperatura controllata.

Gli ostacoli da eliminare

Per garantire la rapida diffusione dei vaccini abbiamo bisogno che i governi garantiscano l’eliminazione delle barriere commerciali. Pertanto, prima di dare il via alla distribuzione e al trasporto delle dosi di vaccino, è necessario intraprendere le seguenti azioni:

Le operazioni di trasporto aereo di merci devono essere escluse da qualsiasi restrizione per garantire il trasporto di medicinali salvavita senza interruzioni.
Devono essere adottate misure standardizzate in modo che il carico aereo possa muoversi con il minimo disturbo.
I membri dell’equipaggio (trasporto aereo di merci) devono essere esentati dai requisiti di quarantena di 14 giorni.
Infine, gli impedimenti economici (Es. diritti di sorvolo, tasse di parcheggio negli aeroporti, restrizioni sugli slot aeroportuali) devono essere eliminati.

Fonte : City, University of London

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