Salute, Ciclismo: Vino e sport non vanno in accordo

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Alcuni lettori ciclisti hanno inviato in redazione un articolo, pubblicato da una rivista di ciclismo, a firma di una writer la quale ha scritto:”Ho recentemente intervistato il Prof. XX, medico specialista in Medicina dello Sport e in Scienza dell’Alimentazione e Dietologia e mi ha confermato quello che, da profana della medicina, già sapevo: il vino – se consumato moderatamente e cioè un bicchiere a pasto per l’uomo (un po’ meno per la donna) – non solo non fa male, ma contenendo polifenoli e resveratrolo, aiuta l’eliminazione del colesterolo dal sangue e combatte l’Helicobacter pilori.”Cogliendo questa frase ci siamo chiesti, come ciclisti, se le nostre diete sono da rivedere, ma prima di farlo, abbiamo rivolto il quesito ad un esperto, quale il Dottor Fulvio Alessandri, Vice Direttore dell’ISTITUTO di MEDICINA dello SPORT di FIRENZE FISIOKINETIC – Centro Medico Riabilitativo.

La risposta del Dottor Alessandri è la seguente:

“Un bicchiere a pasto sono circa 350-400 cc al giorno che, anche se nelle riviste e giornalini divulgativi pseudo-scientifici vari è considerata una dose “innocua”, in realtà è un lavoro inutile in più che facciamo fare al fegato di un atleta (già impegnato 24 ore al giorno a disintossicare l’organismo dai molti metaboliti prodotti dallo sforzo fisico) per metabolizzare l’alcool assunto. In più consideriamo che l’organismo non produce energia dall’alcool (che di per se è un tossico e non un alimento) come per gli alimenti veri e propri, ma trasforma le sue calorie in due cose:
A) produzione di calore,
B)sintesi di grassi.
Due cose negative per un atleta che combatte con la disidratazione
(il calore prodotto fa sudare, in più l’alcool è anche un diuretico) e con il controllo esasperato del peso (arrivano nelle corse a tappe sotto il 4% di tessuto adiposo corporeo).

Per i non atleti: le sostanze contenute nel vino (non nell’alcol!) è vero che hanno un effetto protettivo sul sistema cardiocircolatorio e anti-radicali liberi, ma per avere delle dosi con tale effetto farmacologico è stato calcolato che dovremmo introdurre 2 litri di vino al giorno: a quel punto con effetti disastrosi su altri apparati. Negli USA stanno studiando un vino “artificiale” con basso tasso alcolico e addizionato con polifenoli: ma allora tanto vale assumerli mediante compresse di integratori!”

Per concludere dirò un aneddoto riferitomi dal grande Alfredo Martini: “era stato invitato ad un convegno sui benefici del vino per la salute insieme all’allora famoso epatologo Prof. MORETTINI (padre del Morettini attualmente primario di Medicina a Careggi): il Prof. Morettini concluse che la dose migliore di vino giornaliera per il nostro fegato è praticamente pari a zero, il che fece esplodere la reazione dei numerosi vinicoltori presenti!”

NOTA di redazione
siamo andati a cercare cos’è l’Helicobacter pilori ed abbiamo trovato su Wikipedia la descrizione che lasciamo consultare nella enciclopedia.

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